La criptovaluta Centurion fa il boom, poi perde il 90% del valore

 13/03/2017

A un mese esatto dal lancio della criptovaluta CNT Centurion, avvenuto il 9 febbraio scorso, vale la pena di tracciare un bilancio sulle sue performance finanziarie e sulla sua quotazione.

Tutto questo ovviamente trascurando la natura truffaldina e piramidale della Cryptonetwork Ltd, di cui abbiamo parlato più volte…. Per oggi ci occuperemo solo della criptovaluta CNT Centurion e di come è andata.

Per essere molto brevi, in pochissimi giorni dal lancio il CNT Centurion è salito fino a valere circa 17 centesimi di Euro, ma la pacchia è durata poco, crollando subito attorno ai 6-7 centesimi, e soprattutto iniziando un lento ma costante declino che ha portato la sua quotazione ad assestarsi attorno al centesimo e mezzo, valore attorno a cui fluttua da un paio di settimane. In tre settimane ha perso il 90% del proprio valore

Un vero e proprio flop

É stata una delusione cocente per chi ha comprato credendo al “diventa ricco subito”.

Questo tipo di grafico (boom seguito da flop, o come dicono nell’ambiente, pump & dump) è abbastanza frequente al lancio di altcoin minori (le cosiddette shitcoin). Se ne sono viste a decine fare così.

E quando una altcoin fa un pump & dump del genere, non recupera quasi mai una quotazione interessante. Ha dato il meglio di sé, e come una falena sulla candela ha bruciato quello che aveva da bruciare.

I promotori di CNT Centurion (quelli di CNT network, tanto per intendersi) ce la raccontano in modo diverso, dicendo:

Anche Bitcoin all’inizio valeva pochissimo: ha avuto i suoi alti e bassi, ma adesso guardate dove è arrivato! Magari CNT Centurion non sarà come Bitcoin, ma anche se invece di 1000 Euro arrivasse a 1 solo Euro, saremmo tutti ricchi!

Ahiloro, non è così. Perché praticamente tutte le altcoin sono fallite completamente, almeno dal punto di vista del valore, cioè hanno perso del tutto il loro valore.

E le poche che hanno mantenuto un qualche valore (LiteCoin, Ethereum, Ripple, Dash, Monero …) l’hanno mantenuto perché rappresentano delle innovazioni tecnologiche interessanti.

Il CNT Centurion, come sappiamo, non ha alcuna innovazione tecnologica, dato che è un insignificante copia-e-incolla di altre criptovalute (copia-e-incolla con qualche errore, tra l’altro).

Quindi paragonare il CNT Centurion con Bitcoin, Ethereum, Litecoin ecc. è fuorviante.

Tuttavia, c’è da considerare che in un aspetto il Centurion è davvero diverso da tante altre altcoin: la presenza della rete di Cryptonetwork. E questo non perché la rete possa promuovere il Centurion a chissà quali glorie, ma al contrario perché la presenza della rete piramidale di Cryptonetwork rappresenta un enorme conflitto di interessi.

Mi spiego meglio: il mercato del CNT Centurion è un mercato ancora molto piccolo. Ad oggi, ogni giorno vengono venduti CNT Centurion per poche migliaia di Euro.

E in un mercato così piccolo è molto facile manipolare la quotazione se uno ha qualche soldo.

Vediamo in pratica come funziona … È un po’ complesso da seguire, ma almeno si capisce come funzionano le borse delle criptovalute.

Andiamo su Novaexchange.com a vedere la situazione della borsa del CNT Centurion.

In alto c’è il deprimente grafico della quotazione. Ignoriamolo per il momento, e guardiamo in basso a sinistra, l’elenco dei “Sell Orders”. Quelli sono gli ordini di vendita creati da persone che hanno CNT Centurion e che sono disposti a venderli.

La prima colonna è “Price”: il prezzo a cui sono disposti a vendere, espresso in satoshi (centomilionesimi di bitcoin). Ad oggi, dato che un bitcoin vale circa 1000 Euro, la conversione da satoshi è facile: 1000 satoshi valgono circa un centesimo.

La seconda colonna è “Amount”, la quantità di CNT centurion messi in vendita in quell’ordine.

In questa schermata, il primo ordine è di qualcuno disposto a vendere 263 Centurion a 0,00001489 bitcoin, cioè 1489 satoshi, circa un centesimo e mezzo. Se io comprassi quei Centurion, esaurirei quell’ordine, e adesso il primo della lista sarebbe il secondo, che vende 231 Centurion a 1490 satoshi….

Il prossimo a comprare dovrebbe quindi comprare a 1490 satoshi invece che a 1489: avrei quindi alzato leggermente il prezzo di mercato,, come è normale che sia.

E così via. Via via che compro, alzo il prezzo di mercato. La colonna sulla destra “Total (BTC)” rappresenta il totale di bitcoin che dovrei spendere per arrivare a spostare il prezzo di mercato fino a quell’importo.

Chiaro il meccanismo?

Adesso scorriamo l’elenco verso il basso, fino ad arrivare a un prezzo attorno ai 10.000 satoshi, e arriveremo all’ultima riga di questa immagine:

La colonna a destra mi riporta un totale di 11,46 bitcoin: se io quindi spendessi 11,46 bitcoin comprando Centurion, porterei il prezzo dagli attuali 1.500 satoshi a 10.000 satoshi.

Quindi: se qualcuno avesse interesse a manipolare il mercato del CNT Centurion, basterebbe spendere 11 bitcoin per poter provocare un aumento spettacolare del prezzo.

E adesso vi domando: chi mai potrebbe avere interesse a manipolare il prezzo del Centurion? Chi allo stesso tempo potrebbe avere soldi per farlo?

E’ abbastanza ovvio: Riccardo Vieri e i suoi soci più o meno occulti della Cryptonetwork!

È ovvio che se il grafico del Centurion resta deprimente come quello di oggi, nessuno comprerà i loro “pacchetti”

E qui sta il conflitto di interessi: a loro interessa più vendere pacchetti di Cryptonetwrok che avere una valuta sana. Quindi potrebbero aver interesse a manipolare la quotazione del Centurion per favorire le vendite piramidali di pacchetti Cryptonetwork.

Ma hanno i soldi per farlo?

Certamente. Non dimentichiamo che solo nella fase di pre-lancio hanno raccolto 420 bitcoin dai Primus Centurion, e che si promettono di raccogliere 2 bitcoin da ciascun Master Centurion ( e ce ne saranno a centinaia).

Avranno quindi centinaia e centinaia di bitcoin con cui manipolare il mercato quando ci avvicineremo al lancio, verso maggio, in modo da far vedere al pubblico un grafico di andamento del prezzo più “appetibile”.

Se verso maggio si vedesse un andamento positivo del prezzo di Centurion, questo sarebbe con molta probabilità dovuto ad acquisti del genere fatti da Cryptonetwork stessa.

Certo, far salire il mercato così di botto non è plausibile e rischia anche di non essere sostenibile: è facile e relativamente economico alzare il prezzo, ma tenerlo alto può essere troppo caro anche per loro.

Però non c’è bisogno di essere così plateali: una volta che avessero arruolato qualche migliaio di “polli”, basterebbe mostrare una piccola tendenza al rialzo per scatenare l’euforia e spingere tutti gli affiliati a spendere qualche centinaio di Euro per comprare Centurion.

E che male c’è se fanno salire artificialmente il prezzo? Non succede che semplicemente diventiamo tutti più ricchi?

No, perché se il prezzo sale così artificialmente è una bolla speculativa, non una crescita. E le bolle prima o poi scoppiano.

In pratica, controllano il mercato e possono scatenare una bolla speculativa come e quando vogliono loro, anche convincendo i loro affiliati a esporsi in prima persona.

Ancora una volta, a rimetterci (quando la bolla si sgonfierà) saranno quelli in fondo alla piramide, che da ingenui avranno comprato pattume credendo di comprare Oro 2.0