DT Coin: la truffa più ridicola dell'anno

 18/05/2017

Oramai è da un po' che ci occupiamo di criptovalute più o meno truffaldine, ma non avevamo ancora trovato nulla di ridicolo quanto DT Coin, nota anche come Diamond Temple Coin.

Come già visto mille volte, si tratta di una finta criptovaluta che viene presa a pretesto per costruire uno schema di marketing piramidale stile Ponzi.

Ma visto che al ridicolo (e alla fantasia dei truffatori) non c'è mai limite, questa volta hanno pensato di fare una criptovaluta "garantita" dal valore dei diamanti.

Tutto questo è opera dell'ingegno di Daniele Marinelli, romano con una certa storia nel marketing multilivello, che ha messo su un vero e proprio magheggio da imbonitori.

Il paragone che sorge spontaneo è con quei truffatori che per la strada fanno il gioco dei tre bussolotti: vi immaginereste che tutti sappiano che è una truffa, ma la gente continua a caderci.

Mentre però i truffatori dei tre bussolotti sono dei veri e propri maestri, e affascinano per il livello tecnico con cui fanno i loro trucchi, il povero Marinelli si rivela un vero peracottaro, e verrebbe da dire che coloro che ci cascano se la sono proprio cercata.

Faremo su DT Coin una piccola serie di articoli. Prima di tutto, mettiamo in chiaro una cosa:

DT Coin non è una criptovaluta

Non siamo noi a dirlo: è la loro presentazione ufficiale a dire che DT Coin non è una criptovaluta:


Trascuriamo il fatto che non sanno neanche come si scrive la parola "criptovaluta", la domanda che gli faccio è:

Se DT Coin non è una criptovaluta, allora cosa è?

Se il DT Coin non è una criptovaluta, perché i vostri imbonitori su Facebook la vendono come criptovaluta?

Se il DT Coin non è una criptovaluta, perché la paragonate a bitcoin?

Se il il DT Coin non è una criptovaluta, perché nella vostra homepage viene descritta come "Virtual currency?"

Se il DT Coin non è una criptovaluta, come fa ad avere il prezzo di 0.79 Euro che viene mostrato in cima alla homepage?

Se DT Coin non è una criptovaluta, cosa diamine state vendendo quando vendete “pacchetti di mining”?

Ci raccontate "in questa fase DT Coin NON è una criptovaluta" ... Perché forse domani lo sarà? Quando? Come? Queste sarebbero informazioni fondamentali, no?

E come al solito le bugie hanno le gambe corte: nella vostra presentazione dicevate che da gennaio 2017 sarebbe iniziato il mining della criptovaluta DT Coin:

Ma se questo mining esiste, ma la criptovaluta non esiste, cosa state minando?

Se da gennario 2017 la state minando, ci fate vedere i miner? O fate come Onecoin e Coinspace e dite "Segreto!"

Guardate questo frame da un webinar tenuto da Daniele Marinelli il 12 dicembre 2016:


Diceva:

Proprio in questi giorni ci stiamo attivando per il pre-lancio del DTCoin come moneta virtuale al pari del bit coin

Proprio in questi giorni .... Sono passati sei mesi, Marinelli ha incassato ma la criptovaluta "al pari del bitcoin" ancora non esiste.

Capirete che capire cosa sia DT Coin diventa un po' difficile...

La cosa più stupefacente è che ci raccontano che è .... (rullo di tamburi)....

Un criptovaluta il cui valore è garantito dai diamanti

Questo dettaglio - per chiunque si sia occupato un attimo di criptovalute - è completamente folle.

Una criptovaluta si chiama "criptovaluta" proprio perché è garantita dalla crittografia su cui si basa. Quindi, "garantire" una criptovaluta con dei diamanti sarebbe inutile.

Se poi la criptovaluta è anche "minabile" (e DT Coin lo dovrebbe essere, perchè vendono pacchetti di mining), allora si rasenta l'idiozia.

Perché (e questo lo sanno anche i sassi) una criptovaluta viene minata dai miner.

Domandina: da che diamanti saranno garantite le DT Coin che verranno di volta in volta minate?

Ogni volta che vengono minate nuove monete voi comprerete di continuo diamanti per "garantirle" ? Quindi il DT Coin è l'unica moneta che per essere minata ha anche bisogno di spendere soldi in più per comprare diamanti? Che idea idiota è questa?

Ma la cosa davvero più assurda - è in fin dei conti la più preoccupante perché è lì che si annida la truffa - è la questione del trustless.

E qui la cosa diventa un po' tecnica... Abbiate pazienza, cercherò di annoiarvi il meno possibile, ma questa devo proprio spiegarvela.

Denaro vuol dire fiducia

L'uso dei soldi (delle valute "normali”) si basa sempre sul fatto che io dia fiducia a qualcuno.

Se uso un foglio da 5 Euro sto dando fiducia alla BCE: mi fido che quel foglio abbia davvero quel valore, e che ad esempio la BCE eviterà di stampare Euro in quantità tali da togliere tutto il valore alla mia banconota.

Altro esempio: per mandare quei 5 Euro a mio cugino in Australia devo usare Western Union, io darò 5 Euro a Western Union, e poi mio cugino andrà allo sportello australiano a ritirare gli stessi 5 Euro. Per usare Western Union, mi devo fidare che davvero diano quei soldi a mio cugino.

Ancora: io verso quei 5 Euro in banca, e tra un anno li voglio prelevare. Tutto ok, ma ancora una volta mi devo fidare che la banca non scappi con i miei soldi.

Finché le varie istituzioni sono affidabili, tutto funziona. Ogni tanto ci scappa un crack, ma così va la vita: avevamo dato fiducia alla banca sbagliata.

Ma non con le criptovalute!

Tutto questo "mi devo fidare" è stato superato dalle criptovalute: il loro principio cardine è quello di essere trustless, ovvero di funzionare (ed avere valore) senza che ci sia bisogno di fidarsi di nessuno.

I miei bitcoin hanno il loro valore indipendentemente dal fatto che io mi fidi di qualcuno. Il valore salirà e scenderà , certo, ma i bitcoin restano bitcoin.

Avranno un valore deciso dal mercato, indipendentemente dalla fiducia che io posso riporre in qualcuno, sia esso una banca, la Western Union, la BCE o persino Satoshi Nakamoto.

Sembra una cosa un po' fumosa ma è fondamentale: praticamente tutte le caratteristiche interessanti del bitcoin derivano dal fatto che esso non si basi sulla fiducia.

DTCoin non è trustless

Con DT Coin, invece, il valore è "garantito dai diamanti"... Ma una garanzia ha senso solo se c'è qualcuno che garantisce.

Ad esempio, la Fiat garantisce che se la mia macchina nuova si rompe entro X mesi, me la riparano più o meno gratis. Senza la Fiat che garantisce, avrebbe senso parlare di garanzia?

Ma è ovvio che se accetto la garanzia, questo implica che io mi devo fidare della Fiat. Se sapessi che alla Fiat sono tutti ladri e imbroglioni, la garanzia della Fiat varrebbe carta straccia.

Questo porta a due interessanti conseguenze.

1) DT Coin: una criptovaluta che funziona peggio

Il DT Coin, proprio per il fatto di essere "garantito" dai diamanti, torna a essere basato sulla fiducia, perché ci sarà qualcuno che mi dà questa garanzia, e quindi dovrò fidarmi di questo qualcuno.

Si rinuncia all'aspetto trustless. Si rinuncia cioè alla cosa più interessante delle criptovalute vere.

In poche parole: ma una criptovaluta "garantita dai diamanti" funziona peggio di una criptovaluta NON garantita dai diamanti.

Sembra strano, vero? È un po' come se "garantendola", la rendiamo meno criptovaluta.

È una cosa un po' strana da accettare, ma vi assicuro che è così.

Comunque, tutti i tentativi di criptovalute che re-introducevano elementi di fiducia sono state oggetto di critica, e quasi nessuna ha avuto successo!

Soprattutto, il ritorno ad elementi di fiducia introduce una seconda conseguenza fondamentale e più facile da capire:

2) Una garanzia ha senso solo se il garanteè degno di fiducia.

Una garanzia che funziona richiede un garante affidabile. Ovvio, no?

E nel caso del DT Coin, alla domanda: "c'è davvero da fidarsi?" non si può rispondere che con una colossale pernacchia.

Nel prossimo articolo vedremo perché.

Per il momento, la raccomandazione è sempre la stessa:

Non buttate soldi al vento!

Loro stessi dicono che la criptovaluta DT Coin non esiste!

Quindi: prima di buttare soldi nella spazzatura aspettate di vedere se e quando esisterà davvero. Vi sembra logico?