Multe ai promoter di finte criptovalute

 12/12/2016

Per promuovere le varie (finte) criptovalute è necessario essere promoter finanziari, e tutti i networker rischiano multe salatissime.

Tutti coloro che partecipano al marketing di Coinspace, Onecoin, Habcoin, ecc. sono passibili di gravi sanzioni in base al Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (TUF), dato che stanno svolgendo l’attività di promoter finanziario ( https://it.wikipedia.org/wiki/Promotore_finanziario ) senza le debite autorizzazioni.

Il caso si è già presentato qualche anno fa, con il caso del Dhana (la “moneta della Terra”) di cui veniva proposto l’acquisto.

La Consob intervenì dicendo che ciò costituiva “abusiva sollecitazione all'investimento”, dato che nessuno di loro era abilitato a fare il promoter finanziario.

I venditori di Dhana fecero ricorso, controbattendo che si trattava di una “moneta” (o mezzo di scambio), e non di un investimento. Questo perché il TUF, all’art 4, dice che

I mezzi di pagamento non sono strumenti finanziari.

I promoter del Dhana sostenevano cioè che fare marketing di una valuta (un mezzo di pagamento) non avrebbe richiesto tutte queste autorizzazioni e abilitazioni.

La questione finì in Cassazione, che con sentenza 25837 del 02/12/2011 sentenziò:

In poche parole: non sono vere monete perché non sono davvero strumenti di pagamento (non possono in pratica essere usate per pagare nella vita reale) quindi sono strumenti finanziari, quindi per promuoverli è necessaria l’abilitazione professionale a promoter finanziario.

Detto questo, li condannò a definitivamente a pagare una salatissima sanzione (206.000 Euro a testa), aggiungendoci 10.000 Euro di spese legali.

E’ chiaro che tutto questo può essere applicato esattamente a Coinspace/S-Coin, a OneCoin, a HabCoin, a SwissCoin, insomma a tutte le Truffacoin che conosciamo bene: non essendo generalmente usate come mezzo di pagamento, sono uno strumento d’investimento, e per promuoverle bisogna essere promoter finanziari.

E per quei networker che propongono esclusivamente corsi di formazioni invece che investimento in queste valute farlocche: comunque non vi salvate dalle sanzioni di cui alla L. 173/2005...

Qui troverete la sentenza originale della Cassazione